Ermeneutica di Leoncavallo

Ermeneutica di Leoncavallo, secondo titolo di (ec)citazioni, la collana di alta moda del pensiero di Divergenze, è un’escursione intimista che illustra in maniera immediata e felice
la sintesi del pensiero artistico, filosofico ed emotivo di un autore che ha regalato
alla letteratura drammatica del teatro un’opera immortale. «Metateatro e non solo,
Leoncavallo porta sulla scena la dimensione più nuova del naturalismo,
e quella primitiva delle antiche maschere e forme musicali dell’opera buffa,
mescolandole in un amalgama tempestoso di fittizio e reale».

Postfazione di Giovanni Battista Rigon, direttore d’orchestra, pianista
e docente al conservatorio di Venezia.

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Alessandro Cotroneo nasce a Roma nel 1999.
Inizia a studiare pianoforte all’età di otto anni e violino a dodici. Dopo la maturità classica
si iscrive a Lettere moderne all’università “La Sapienza”, proseguendo lo studio musicale
al conservatorio A. Casella nel corso di Composizione.

Il volume, realizzato su cartoncino Terrarossa Materica e carta avoriata extralusso,
è in tutte le librerie e nei maggiori store online in copia singolarmente numerata.

La scelta di Lazzaro

La scelta di Lazzaro non è un poliziesco, un noir, un thriller o un ritratto storico alla Bukowski di una generazione uscita con troppi acciacchi dagli anni di piombo: è tutto insieme e molto di più. È la vicenda dai confini larghi e imperfetti di Lazzaro Mainardi, umana proprio perché estrema e priva di rimorsi anche quando il protagonista si lascia vivere, pensare, incolpare, ed «alzati e cammina» lo dice a ciascuno di noi. «Sulle strade corrono auto inani­mate, uno scatolame brutto d’estetica e di contenuti. Nessuno si saluta, perfino il tram pare pigro e svogliato. L’odore di asfalto brucia le narici, e penso che se mi fosse data la scelta vorrei rinascere gatto. Gatto di campagna, non di città; di quelli magri e con il pelo scarruffato, imperfetto, ma liberi davvero, liberi di decidere il proprio destino senza vederlo spegnersi
ai piedi d’una poltrona, prigionieri di edifici incapaci di nutrire la fantasia».

Apparato critico curato da Arianna Giancani.

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Alessandro Bastasi è nato a Treviso nel 1949 e attualmente vive a Milano. Attore e autore
di numerosi articoli di argomento teatrale per riviste di settore e quotidiani, ha trascorso lunghi periodi all’estero, in particolare a Mosca. Il passaggio alla nuova Russia gli ha dato materia per il primo romanzo, La fossa comune, pubblicato nel 2008 e ambientato nella città del Cremlino. Ha poi firmato La gabbia criminale (2010) e Città contro (2012) per Eclissi, quindi Era la Milano da bere (2016), Morte a San Siro (2017), Notturno metropolitano (2018) e Milano rovente (2019) con Fratelli Frilli Editori.
Suoi racconti sono presenti in varie antologie e siti letterari.

Il volume, realizzato su cartoncino ecologico e carta interna bulk morbida a effetto vintage
è in libreria, nei maggiori store web o su https://divergenze.eu/prodotto/la-scelta-di-lazzaro/
in copia singolarmente numerata e senza spese di spedizione.

Metafisica del sottosuolo

Metafisica del sottosuolo è il primo titolo di (ec)citazioni, la collana di alta moda del pensiero di Divergenze. Ogni esercizio di critica dovrebbe osare, indagare territori nuovi con le armi dell’intuito e una voglia di scoprire sempre viva. Metafisica del sottosuolo è frutto
di quella sinergia, che ha portato l’autrice a scrivere il manifesto di una familiarità
finora mai rivelata fra Leonardo Sciascia e Fëdor Dostoevskij.

«I fili che uniscono scritture anche molto lontane possono essere sorprendentemente sottili e al contempo resistenti come quelli di seta. È il caso di Leonardo Sciascia e F. M. Dostoevskij, separati da distanze siderali, eppure dialoganti su terreni comuni. Uno su tutti la naturale attitudine a considerare la scrittura un metodo di indagine sull’uomo, inteso come unità misteriosa su cui è impossibile mettere un punto definitivo».

Prefazione del prof. Antonio Di Grado, direttore letterario della Fondazione Sciascia. Postfazione di Federico Fiore.

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Antonina Nocera vive a Palermo, dove insegna nelle scuole secondarie superiori.
Ha pubblicato una monografia dal titolo Angeli sigillati. I Bambini e la sofferenza nell’opera
di F. M. Dostoevskij
(FrancoAngeli, 2010), articoli su riviste come Kaiak. A Philosophical
Journey, e Kainos. Gestisce inoltre il blog letterario bibliovorax,
dedicato a recensioni e interviste di autori contemporanei.

Il volume, realizzato in cartoncino Materica Terrarossa di pura cellulosa ecologica,
carta interna avoriata extralusso è in tutte le librerie e nei maggiori store online
oppure su https://divergenze.eu/prodotto/metafisica-del-sottosuolo/
in copia singolarmente numerata e senza spese di spedizione.

Due novelle del Seicento

Le Due novelle del Seicento sono tratte da una raccolta di racconti molto rara di Adolfo Albertazzi, discepolo del Carducci e raffinato intellettuale del primo Novecento. Le sue novelle possono essere distinte in due categorie: quelle storiche, che riportano alla luce fatti riconducibili al vero o plasmano situazioni del presente sullo sfondo di tempi lontani; e quelle fantastiche, legate cioè alla pura invenzione dell’autore.  La distinzione tra le une e le altre non è mai nitida, ma il risultato è unico: l’autore parla di vita, spoglia la quotidianità fino a coglierne un’essenza che, nella storia dell’uomo, si classifica come il continuum esistenziale; quindi parla del proprio tempo, che però rispecchia il tempo del passato e lo riflette nel futuro. Con un sottofondo di ironia latente ma sempre vivo egli riesce a recuperare, senza esaurirsi in nessuna di esse, varie esperienze narrative: dalla fiaba popolare al bozzetto provinciale, passando per il grande scorcio romanzesco grazie a una misura breve, personale, che ne risolve le caratteristiche in un singolare equilibrio. Anche le due qui proposte, attuali benché ambientate in epoche lontane, venate di un umorismo tipicamente romagnolo,
fanno divertire e trepidare i lettori perché si collocano in quella zona misteriosa
che attraversa le nostre esistenze quotidiane.

Prefazione, postfazione, ricerche documentali e appendici critiche curate da Diletta Pacini.

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Adolfo Albertazzi (Bologna, 1866-1924), allievo di Giosuè Carducci, ha pubblicato la più pregevole e schietta biografia del maestro, Il Carducci in professione d’uomo, studi sui romanzi e romanzieri del Cinquecento e del Seicento, quindi una serie di saggi, romanzi, novelle. E nell’arte di queste ultime è stato fra i migliori interpreti
del proprio tempo, e forse di molti altri.

Il volume, realizzato in cartoncino di cellulosa ecologica e carta interna avoriata extralusso,
è in tutte le librerie o su https://divergenze.eu/prodotto/due-novelle-del-seicento/
dov’è possibile acquistarlo in copia numerata e senza spese di spedizione.

La dialettica della Ragione

Un’introduzione esauriente al Theodor Adorno sociologo, filosofo e musicologo della Scuola di Francoforte, tra i grandi protagonisti dell’avventura del pensiero del Novecento.

È l’uso distorto e ideologico dei media a impedire che si sviluppi nelle masse la capacità dialettica di confrontare i singoli elementi fra loro. È questo uso che Adorno attacca, e non il mezzo in sé, come spesso invece si è creduto. Egli si augurava un mondo riconciliato nel quale il progresso avrebbe preso atto del suo momento regressivo, e in cui i media avrebbero coltivato coscienze critiche ca­paci di immaginare davvero, piuttosto che di pensare per stereotipi. «Tutto quanto oggi si chiama comunicazione, senza eccezione, è solo il rumore che soverchia il mutismo dei bloccati dal sortilegio».

Apparato critico a cura del filosofo Marco Vagnozzi

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Sergio Pandolfo, palermitano classe 1982, vive a Partanna in provincia di Trapani e si forma al liceo classico “G. Pantaleo” di Castelvetrano. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Filosofiche nell’ateneo di Palermo, è appassionato di letteratura e di scacchi.

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Il volume, realizzato in cartoncino ecologico di pregio e carta avoriata bulk extralusso,
è in libreria, negli store web o su https://divergenze.eu/prodotto/la-dialettica-della-ragione/
dov’è acquistabile in copia numerata e senza spese di spedizione.

Lo scatto della lumaca

Lo scatto della lumaca è una raccolta di alcuni tra i racconti più rappresentativi di Luciano Zùccoli, nome d’arte del conte Luciano von Ingenheim. Fra banditi goliardi e amori febbrili, addii previsti e mai accettati, domina un senso di quiete scartata per errore e inseguita mentre il destino si burla dei desideri. Cinque ipotesi di felicità senza seguito,
ma taglienti come una consolazione.

«Egli non amava la moglie; il suo carattere, aspro nel fondo e ignaro di tenerezza, gli concedeva soltanto d’essere superbo e soddisfatto di Laura. L’amore degli altri, di tutti gli altri, giovani, maturi e vecchi, per la donna che gl’ap­parteneva, gli era sembrato, fino a quel giorno, strano e ridicolo. Da quel giorno cominciava a sembrargli minaccioso, lo turbava nei suoi facili giudizi, e lo costringeva a pensare a Laura in una maniera nuova, a guardarla con una curiosità in­quieta. Ella sapeva gli spa­simi di tutti quegli uomini, la disperazione di Silvio, lenta e cheta come scatto di lumaca, e non aveva mai fatta parola».

Apparato critico a cura di Valentina Sgarbi ed Erika Cancellu.

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L’autore, oriundo tedesco nato nel 1868 a Calprino, Svizzera, e morto a Parigi nel 1929, dopo la formazione classica ha avuto una vita avventurosa, dissoluta, devota ad un’Italia che vedeva come «patria naturale del­l’arte e della speranza, quantunque nutra un popolo pronto a tradirla con ardimento». Pri­ma ufficiale dell’esercito, quindi politico e giornalista, fonda “La provincia di Modena”, dirige per alcuni anni la “Gazzetta di Venezia”, collabora a “Il Marzocco”, al “Corriere della sera”. La fertile vena narrativa lo rende ben presto uno degli autori più noti del suo tempo, benché alterni lavori di consumo ad altri più fini. Da cin­que di questi ultimi sono tratti i racconti de Lo scatto della lumaca, felice espressione
che l’au­tore utilizza nelle novelle d’apertura e di chiusura.

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Il volume, realizzato in cartoncino ecologico Old Mill e carta avoriata bulk extralusso,
è in tutte le librerie e su https://divergenze.eu/prodotto/lo-scatto-della-lumaca/,
acquistabile senza spese di spedizione in un lotto di copie singolarmente numerate.

Nulla di speciale nella Terra

Nulla di speciale nella Terra è una raccolta di undici racconti i cui protagonisti cercano,
fra pettegolezzi di colleghi, malizie, funzionari capricciosi e ingerenze di una vita
fuori misura, qualcosa che li riscatti dai cliché dai quali si sono lasciati addomesticare.
«Il mare è la cosa più vicina a dio in Terra, più tan­gibile del cielo. Una vastità
senza interruzioni, dove l’uomo è riuscito pressappoco a conficcare qual­che scoglio.
Nessun grattacielo né edifici di sorta feriscono la continuità dell’acqua,
come sono state di­radate le foreste. Carlotta ascolta un mare che dà e prende».

– Apparato critico a cura di Saverio Stella –

Nulla di speciale nella Terra, realizzato su cartoncino ecologico e carta interna
avoriata extralusso ad alta grammatura, è in libreria e nei maggiori store online,
o su https://divergenze.eu/prodotto/nulla-di-speciale-nella-terra/ in un lotto speciale
di copie numerate con inchiostro naturale, ordinabile senza spese di spedizione.

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Barbara Antonelli è nata e risiede a Pesaro.
Dopo la laurea in Architettura allo IUAV di Venezia è approdata in un ente pubblico.
Ha partecipato alla giuria popolare del Premio Campiello ed ha collaborato
in campo editoriale come lettore. Nulla di speciale nella Terra è il suo primo libro.

La guerra dell’acqua

La guerra dell’acqua è uno specchio dei nostri tempi, un atto di denuncia nel quale si riflettono le cronache della vita reale. David Manzoni affronta un tema quanto mai insolito per il teatro: l’avanzare della fine degli uomini con la scomparsa dell’elemento dal quale ha origine la vita. La storia si svolge in un futuro prossimo, che sappiamo es­sere dietro l’angolo, e mette di fronte un trafficone del Ministero, i comitati in difesa dell’acqua e Yambo, un giornalista con il vizio della verità a tutti i costi. E costui si adopera, proprio come acqua, per spegnere il falò della vanità dei corrotti e smontare il castello di menzogne del potere. La satira di Manzoni è impietosa, mai volgare, raffinata; il sentore di crudo realismo la rende ancora più dirompente, e anticipa un colpo di scena finale da grande maestro del teatro.
Un testo fondamentale per chi ha a cuore la battaglia per l’ecosistema.

– Apparato critico di Francesca Benazzi e Angela Di Maso –

La guerra dell’acqua è in tutte le librerie e i migliori store online, oppure acquistabile
senza spese di spedizione in copia numerata con inchiostro naturale
su https://divergenze.eu/prodotto/la-guerra-dellacqua/

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David Manzoni è nato e vive a Genova. Educatore, animatore nei quartieri ad alto rischio
di devianza, si occupa di ragazzi e famiglie in difficoltà in una cooperativa sociale.
Noto per I provinciali (2017), uno dei migliori racconti del nuovo millennio, esordisce
nella drammaturgia con un’opera di urgente attualità che ha già il sapore di un classico.

Gli irresoluti

Sullo sfondo della provincia con le sue atmosfere ottuse e sature di ribellioni represse, Gli irresoluti narra di un’adolescenza in ritardo e la scoperta di una sessualità contorta tra fughe, insidie, rimpianti, e una galleria di personaggi di inconscia malizia e perversa innocenza. Un’opera d’impianto verista con la presa di un film, un mosaico di avventure estreme, tragiche, beffarde, nel quale si riflettono tratti della nostra.

«Nessuna parafrasi dai celebri indifferenti di Moravia,» osserva nel commento critico Pierangelo Miani, «benché l’intero romanzo suggerisca un’acuta metafora sociale: se quasi un secolo fa la questione ruotava attorno ai vizi, agli intrighi, alla noia ed al meschino disgu­sto delle abitudini della ricca bor­ghe­sia, oggi il focus è l’intimo dissidio tra il desiderio e la realtà cruda dei fatti: l’incapacità di sceglie­re, e dunque di essere. Ma se è facile dire che gli ir­resoluti sono il prodotto d’u­na società drogata di mi­ti, di mez­zi, di sirene capaci di sedurre intere le­gioni di wannabe, immaturi fi­gli del benessere privi d’anticorpi contro il virus dell’abbondanza di (finte) occasioni, difficile è trovare gli antidoti. Non a caso il protagonista, Andrea Gre­co, è l’archetipo del figlio perfetto: mite, obbediente, studioso, un automa addestrato a soddisfare i desideri della madre recitando il ruolo imposto dalle con­suetudini e dai taci­ti compromessi delle famiglie “per bene”. Eppure un giorno qualcosa rompe quell’equi­li­­brio cristallizzato in una forma tanto meticolosa quanto precaria, facendo scattare nel giovane la molla di una consapevolezza fino allora negata. L’au­trice rifiuta ogni mimetismo con le storie trite e ritrite sulla ricerca e la scoperta d’un mondo libero e armo­nioso, poiché sa che quel mondo non è lo stato ogget­tivo di un luogo ma una conquista interiore del singolo, e per ridestare dal torpore il protagonista strapazza con gusto
le regole e i conformi­smi dei quali è vittima. Dei quali, nella vita concreta,
chi più chi meno, vittime lo siamo un po’ tutti».

Con una prefazione critica di Pierangelo Miani.

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Rosa Elena Colombo vive e lavora a Milano. Laureata in Giurisprudenza, coltiva la passione per l’antropologia e lo studio dei popoli antichi. Traduttrice, ha pubblicato per «Temperino Rosso» una nuova edizione de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Nel novembre 2018 ha esordito con il romanzo Gente cattiva, edito da Oakmond Publishing.

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Il romanzo è in tutte le librerie e nei maggiori store online, oppure in copia singolarmente numerata, qui: https://divergenze.eu/prodotto/gli-irresoluti/

Incendio al catasto

Incendio al catasto è la seconda fatica letteraria di Carlo Montella, scritto e ambientato
in un 1956 che pare straordinariamente attuale. Nel romanzo l’autore mette in scena un’esilarante galleria di pavidi, inetti, fannulloni e imboscati còlta nelle sue miserie quotidiane, ma anche nella parte più intima e fragile. Impossibile non partecipare, sbigottiti ed esilarati, alle vicende degli impiegati attorno cui ruota la trama. Tuttavia, ogni sorriso ha un retrogusto acre perché getta luce sulle squallide condizioni di un’intera categoria (il catasto è metafora di un mondo più vasto), sul patetico servilismo tributato ai superiori, sulle assurde pastoie dell’elefantiaca macchina burocratica. È insomma la farsa dei grandi e piccoli passacarte, l’esibizione dei loro tic e delle manie, il museo delle truppe arruolate nei primi, corrosivi episodi di Fantozzi, epopea satirica di una categoria umana incapace di tutto.

«Si accorgeva, tornando a casa, di non avere appetito come al ritorno dall’ufficio, e pensava, ragionando fra sé, che ciò era naturale in fondo: anche le bestie, distolte dalla fatica, s’annoiano e finiscono per ammalarsi. Però un impiegato è un impiegato perché va in ufficio tutte le mattine e firma il registro di presenza all’entrata e all’uscita, e questo è l’unico modo per lui di sentirsi vivo, di sentirsi un uomo. Cos’è un impiegato, fuori del suo ufficio?».

Apparato critico a cura di Ambra Siciliano.

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Carlo Montella nasce a Napoli nel 1922. A quindici anni si trasferisce a Pisa dove si laurea in Lettere, insegna e diventa dirigente scolastico. Esordisce nei “Gettoni” di Vittorini nel 1953 con I parenti del sud, che vince il Premio Viareggio Opera prima grazie anche a una felicissima vena satirica. Con la stessa inclinazione e un tocco neorealista muove una critica corrosiva al servilismo burocratico nel romanzo Incendio al catasto, tradotto perfino in Russia e definito da Pasolini e Ungaretti, in omaggio all’opera di Gogol’, “Il cappottone”. Mentre collabora a giornali e riviste tra cui «Il Mondo», «Il Contemporaneo», «Il Ponte», «Tempo presente», «Il Messaggero» e «La Nazione», firma altri cinque romanzi
e si dedica alla divulgazione dei classici fino alla scomparsa, nel 2010.
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Incendio al catasto, realizzato su cartoncino ecologico e carta interna extralusso,
è in tutte le librerie, negli store online, oppure acquistabile sul sito della casa editrice,
su https://divergenze.eu/prodotto/incendio-al-catasto/ in un lotto speciale
di copie numerate con inchiostro naturale, senza spese di spedizione.