Anteprime

Fra le anteprime del mese, l’incipit dell’opera La Trappola di Delfino Cinelli:

Paolo Martorelli, marchese di Ciciano e altri luoghi dirupati e silvestri, giunto al crocicchio delle Due Strade fermò il cavallo. La provinciale proseguiva sullo spartiacque, serpeggiando nel mattaione grigiastro che qua e là si sfiancava a perpendicolo nei botri, e arrivata al paesino appollaiato in cima al greppo, s’inoltrava fra le case scure. Al di là dei tetti, più in alto ancora, da un folto di lecci, la torre di Ciciano, rossa di mattoni sino all’agile corona pietrigna dei merli guelfi, risaltava sull’orizzonte di monti azzurrini che si perdevano nella solata del mezzogiorno. L’altra strada svolta in un ceduo di castagno, e si rivede più lontano incurvarsi tra i poggi. Da quella parte le tonde colline tufacee dell’alta Val d’Elsa si sovrappongono in una fuga decrescente di valli o di pendii di terra rossa chiazzati da qualche sodaglia verde e qualche pezzo di bosco. A prendere a destra, in dieci minuti sarebbe arrivato alla Vernaccia, di cui, da una sfociata di colline, appariva il viale appuntito di cipressi. Ed Elisa Volognani lo avrebbe accolto con l’ormai troppo solita tenerezza. Se tirava a diritto, fra un quarto d’ora era a casa. Col caldo di quello scorcio di settembre ostinatamente asciutto, dopo una mattinata di cavallo su per quei dirupi e giù per quelle balze, era stanco; e alle grazie mature della contessa Elisa, preferì il miraggio beato della siesta, dopo desinare, nelle sue stanze silenziose. In tutto quel mondo che si scopriva di lassù, non un segno di vita: non un paio di bovi per una costa, non un uomo per i campi: soltanto di cima a un querciolo mezzo secco che si alzava da una siepe volò, schiamazzando, una ghiandaia. E Paolo tirò dritto.